Perdono e riconciliazione

Campioni non si nasce, si diventa!

L’ABC del perdono e della riconciliazione tra fratelli e sorelle.

Cristiano Ronaldo: un esempio di disciplina, costanza, sacrificio, ricerca della perfezione e talento. Ma lui ci insegna anche che il solo talento non basta….

Per noi cristiani, l’allenamento e la pratica del perdono e della riconciliazione hanno un ruolo determinante per la nostra vita. L’esempio ci viene dal nostro signore Gesù che ha praticato il perdono e la riconciliazione davanti agli uomini e per tutto il mondo.

Come cristiani siamo chiamati a imparare gli insegnamenti che il Signore ci ha dato, ma anche e a esercitarli concretamente.

Infatti, è l‘esercizio che ci rende sempre migliori. La nostra aspirazione dovrebbe essere quella di diventare dei campioni del perdono e della riconciliazione!

Per Cristiano Ronaldo è di fondamentale importanza rispettare le indicazioni dell’allenatore e del preparatore atletico. Gesù è il nostro allenatore, è il nostro preparatore spirituale e quindi oggi vedremo quale è il Suo piano di allenamento e quali le Sue indicazioni.

I punti che vedremo oggi sono:

  1. Cosa significa perdono?
  2. In che modo devo perdonare?
  3. Cosa devo fare quando sono stato ferito da una persona?
  4. Cosa devo fare quando sono io ad aver ferito una persona?
  5. Come devo comportarmi di fronte a delle piccole mancanze?
  6. Al perdono deve sempre seguire la riconciliazione
  1. Cosa significa perdono?

Leggiamo dal profeta Isaia, capitolo 43, versetto 25:
Io, io, sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati.

Da questo testo biblico possiamo capire cosa intende Dio con “perdono”:

  • Dio perdona attraverso la certezza del perdono; è Lui che fa una promessa di perdono. Il perdono è quindi un’azione concreta di Dio. Per noi vale lo stesso principio.
  • Il perdono è il frutto della volontà di Dio. È una azione volontaria, non un sentimento!
    Pensiamo solo per un attimo che cosa significherebbe se il perdono che Dio ci ha concesso fosse solo un sentimento, una cosa sfuggente come un sentimento.

Martin Lutero rispose così quando gli fu chiesto se lui avesse la sensazione che i suoi peccati fossero perdonati: „Io non ho la sensazione che i miei peccati sono perdonati. Io so che i miei peccati sono perdonati, perché questo è ciò che dice Dio nella Sua parola “!

Dio, con la sua parola, ci comunica tre cose; tre „Io voglio “:

  • -Io non penserò più ai tuoi peccati.
  • -Io non li porterò più davanti ai tuoi occhi.
  • Io non li elencherò ad altri.

Per noi, quindi, che siamo salvati solo per la grazia da Gesù, il perdono significa questo:
Un atto di volontà divina che facciamo nostro. Anche noi dobbiamo dire: „Io voglio perdonare “ .

D’altra parte, perdono abbiamo ricevuto e perdono dobbiamo donare al prossimo.

Questa è la nostra natura di figli di Dio. La nostra coscienza è guidata dallo Spirito ed è lei che “costringe” il nostro cuore a perdonare.

Se in noi questo processo non avviene, cari fratelli e sorelle, abbiamo un problema spirituale serio.

  • In che modo devo perdonare?

Leggiamo dalla Lettera di Paolo agli Efesini, capitolo 4, versetto 32:
Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.

Come Dio ti ha perdonato, così devi perdonare tu.

Si abbiamo letto bene: Come Dio! L’asticella è alta, fratelli e sorelle…

Quello che Dio fa con noi, noi dobbiamo dimostrarlo nei confronti del prossimo.

Leggiamo ora dal vangelo di Matteo, capitolo 18, versetti da 32 a 35:
Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?” E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello

Dio ci ha perdonato e ci perdona una montagna di peccati…e noi cosa facciamo con il prossimo?

Dio ci esorta a perdonare. Perdonare di cuore è un obbligo cristiano, che ci piaccia o meno!

  • Cosa devo fare quando sono stato ferito da una persona?

Leggiamo dal vangelo di Luca, capitolo 17, i versetti 3 e 4:
State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo. Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: “Mi pento”, perdonalo».

L’offeso, il ferito, colui che ha subito il torto è obbligato a perdonare, quando chi ferisce si ravvede e capisce di aver fatto del male.

„…riprendilo…”  
Certo, siamo chiamati a mettere in chiaro che cosa ci ha ferito, a dire quale torto, almeno secondo noi, abbiamo subito. Ma la scrittura ci insegna anche che dobbiamo farlo con amore.In molti casi questo significa far vedere la propria sofferenza a colui o a colei che ci ha ferito.

Soprattutto per quanto riguarda i rapporti personali più stretti (in particolare il matrimonio), credo che in questi versetti Gesù voglia farci capire che siamo chiamati a far capire al nostro prossimo che lui ci ha ferito che dobbiamo esortarlo a considerare le ferite che ci ha inflitto.

Gesù non ci ha forse fatto vedere le sue ferite in croce?

Fratelli, non facciamo passare troppo tempo per compiere questa opera di chiarezza. Non dobbiamo pensare di poter dimenticare ferite dolorose subite, non possiamo usare il sistema „metti da parte, nascondi il tuo dolore“ perché prima o poi queste ferite sanguineranno di nuovo.

„se si ravvede…perdonalo“
A colui che ti ha ferito dobbiamo dimostrare amore facendogli vedere le ferite che abbiamo subito attraverso la sua opera, e dobbiamo farlo fintanto che egli non dimostra ravvedimento.

Questo è quello che ci chiede il nostro Signore!
Fratello, sorella, non scappare da questo compito!

Se il nostro prossimo comprende di aver fatto del male noi dobbiamo perdonarlo di cuore.

Non è una cosa facile. È una cosa che fa male, ma non devi curartene, perché in questa opera i sentimenti non c’entrano nulla. Dobbiamo fare di tutto affinché un fratello o una sorella riconosca i suoi errori, i suoi peccati.

Ma quante volte dobbiamo perdonare?
Luca 17:4
Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: “Mi pento”, perdonalo.
Sette volte al giorno significa SEMPRE.

Il perdono è un comandamento
Luca 17:10

Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: “Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare.
Perdonare è un comandamento e come tutti i comandamenti, esso ci è stato dato per il nostro bene. Non possiamo vantarci di aver perdonato qualcuno, perché lo abbiamo fatto non solo per il bene del prossimo, ma anche e forse soprattutto per noi stessi.

  • Cosa devo fare quando sono io che ho ferito una persona?

Leggiamo dal Vangelo di Matteo, capitolo 5, versetti 23 e 24
Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare, e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.

Tutti noi cristiani abbiamo una coscienza che ci accusa e se abbiamo peccato, abbiamo l’obbligo di agire e di chiedere perdono a Dio e al prossimo.
Il rapporto con Dio non può essere in armonia fintanto che non ci purifichiamo dal nostro peccato.

In quest’opera di pulizia dobbiamo chiamare il nostro peccato per nome. Non dobbiamo usare scorciatoie o scuse del tipo: “io non potevo saperlo”, oppure “in fin dei conti non è così grave”….

Leggiamo dalla lettera agli Ebrei, capitolo 12, versetto 14:
Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore.
Se sono stato ingiusto, devo ricercare la pace come farebbe un minatore quando cerca dell’oro!

Leggiamo dalla lettera agli Efesini, capitolo 4, versetto 26
Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira.
Se so di aver fatto del male, devo andare quanto prima possibile dal mio prossimo a chiedere perdono.

  • Come devo comportarmi di fronte a delle piccole mancanze?

Leggiamo dalla prima lettera di Pietro, capitolo 4, versetto 8:
Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran quantità di peccati.

Questa indicazione la possiamo applicare quando una piccola mancanza non mette in pericolo la comunione tra fratelli e sorelle. Ma questa cosa lo possiamo fare solo se siamo certi che la nostra coperta dell’amore è grande abbastanza per coprire ogni cosa e per dimenticare veramente tutto. La coperta dell’amore è un ottimo strumento che Dio ci mette a disposizione, ma possiamo usarla solo se siamo veramente ripieni dell’amore di Dio in modo che la coperta copri ogni aspetto.

Ma dobbiamo fare attenzione perché anche le „piccole cose “possono fare grandi danni e alla fine possono distruggere il rapporto tra fratelli e più in generale con il prossimo. Se la coperta dell’amore è troppo piccola, rischiamo anche di coprire una cosa, ma di scoprirne un’altra. Se quindi la nostra coperta è troppo piccola per perdonare veramente fino in fondo, in modo tale che ci dimentichiamo di ogni torto subito, allora è meglio non usarla ed applicare il perdono attivo e la riconciliazione.

  • Al perdono deve sempre seguire la riconciliazione

Il perdono fa da apripista, ma è la riconciliazione che porta al traguardo.

Leggiamo dalla seconda lettera ai Corinzi, capitolo 5, versetti 19 e 20:
Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi, dunque, facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

Dio vuole che al perdono segua la riconciliazione. Come Lui ha fatto con noi.
Fermarsi a metà strada equivale a non raggiungere la meta!

Come un campo liberato dai sassi può essere arato e diventare fertile, così è con il processo di riconciliazione, che può durare tempo ma deve esserci, assolutamente.

La ricompensa sta nella comunione fraterna.
Grazie all’opera di riconciliazione di Gesù in croce, noi possiamo avere un rapporto con Dio. Siamo Suoi figli e dobbiamo far scorrere di nuovo „energia elettrica attraverso i cavi ricollegati “.

La chiesa e la comunione fraterna possono favorire azione concrete per rinnovare un rapporto tra fratelli e sorelle: la preghiera comune, i progetti comuni, il servire insieme per lo stesso Dio….

Riassumendo:

  • Il perdono non è un sentimento, ma uno strumento divino da praticare nella vita. Il sentimento è la conseguenza di una decisione di perdonare ed accettare la richiesta di perdono. Il perdono apre la strada alla riconciliazione, che è il vero obiettivo di Dio.
  • Il perdono è un gioco di squadra. La chiesa è una palestra dove si pratica il perdono.
  • Anche con persone non credenti il perdono e la riconciliazione svolgono un ruolo importante per avere rapporti personali sani e soddisfacenti. Noi Cristiani dovremmo, per quanto sia nelle nostre mani, ricercare la pace come dei veri cercatori d’oro.
  • Attenzione a non rimanere a metà strada. Al perdono deve seguire la riconciliazione; sempre!

Amen

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