ENOC – Camminare con Dio
Oggi cerchiamo di conoscere un personaggio, poco noto, ma più volte citato nella Bibbia. Si tratta di Enoc. Di lui tutti sappiamo che non è mai morto, ma è stato portato in cielo direttamente da Dio. Come lui solo il profeta Elia ebbe un analogo privilegio da. Era un uomo eccezionale, e da lui possiamo imparare delle verità su come dobbiamo vivere la nostra comunione con Dio. Dobbiamo imparare da lui come migliorarla. Cominciamo con leggere il testo dalla lettera agli Ebrei, capitolo 11, versetti 5 e 6 che ci parla di Enoc (settimo discendente di Adamo):
Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti, prima che fosse portato via, ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Ora senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.
La prima cosa che impariamo è che era un uomo di buona testimonianza in mezzo agli uomini, e la sua vita lo dimostrava. Lui era un uomo che “piaceva a Dio”. Noi piacciamo a Dio? Per piacere a Dio sappiamo che è necessario il perdono, la purificazione, la giustificazione. Ma la cosa che più piace a Dio è la nostra fede. Non sono i nostri doni spirituali straordinari, o le nostre prestazioni super. Senza fede è impossibile piacere a Dio. Se vogliamo diventare dei veri uomini di Dio, dobbiamo credere nel Signore Gesù, confessare i nostri peccati, accettare la croce di Gesù, con la semplicità di un bambino. E Dio conosce i nostri cuori e sa molto bene se nella nostra vita ci appoggiamo per fede alla potenza di Dio. Enoc era un uomo come noi e Dio ha riconosciuto in lui un vero uomo di Dio, per la genuinità della sua fede.
Leggiamo ora dal capitolo 5 della Genesi, versetti da 21 a 24:
Enoc visse sessantacinque anni e generò Metusela. Enoc, dopo aver generato Metusela, camminò con Dio trecento anni e generò figli e figlie. Tutto il tempo che Enoc visse fu di trecentosessantacinque anni. Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese.
Il testo ci dice ben due volte che Enoc “camminava con Dio”. E’ forse questo il modo in cui ognuno di noi può dimostrare a Dio la profondità della sua fede per piacergli. Come lui anche Noè, “camminava con Dio”.
Paolo nella lettera ai Colossesi li esorta a camminare con Dio con queste parole:
Colossesi capitolo 2, versetto 6:
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui.
Noi dimostriamo la nostra fede non con opere buone o atti di religiosità, ma camminando con Dio.
Da amante della montagna so molto bene l’importanza di camminare insieme. Nascono amicizie, sentimenti, la conoscenza diventa profonda. Camminare assieme permette di discutere, di condividere le difficoltà, i segreti, ci si incoraggia e ci si consola. Se voglio un amico intimo, certamente ho “camminato” con lui. Camminare insieme implica una relazione e, come scrive il profeta Amos, anche un accordo, una unità di vedute:
Libro del profeta Amos, capitolo 3, versetto 3:
Due uomini camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?
Ma quando vogliamo camminare assieme ad una persona, talvolta questa relazione è difficile perché sorgono alcuni problemi. Questo avviene anche nella nostra relazione con Dio.
Infatti, ci sono quelli che restano sempre indietro, così che una camminata insieme diventa un andare solitari. Tante persone vorrebbero sinceramente camminare con Dio, ma restano sempre indietro, sempre annaspando nella loro vita. Spesso è perché portano dei carichi pesanti, che non sanno di poter depositare ai piedi della croce. Altre volte è una questione di priorità nella loro vita.
Altre volte ci sono quelli che camminano così veloci (specie in salita) che dopo un po’ non li vedi più. Anche in questi casi il dialogo è impossibile, Nel campo spirituale questi sono i super-spirituali, che sorpassano Dio nella loro vita, senza accorgersi che la conseguenza è che perdono il vero punto di riferimento, e spesso la loro predicazione è lontana da quella voluta da Dio.
Ci sono infine quelli che camminano come i bambini, a zig-zag. Facendo la strada parecchie volte, avanti e indietro, a destra e a sinistra. E quando arriva la sera sono sfiniti perché hanno consumato tutte le loro energie. Sono quelli che si impegnano nelle buone opere, ma non sentono la necessità di un rapporto con Dio. E come i bambini con i loro genitori, si avvicinano a Lui solo quando hanno un bisogno o una ferita da curare.
In ebraico la parola “camminare” ha il significato di vivere un certo stile di vita.
Il Salmo 1 ci darà indicazioni su cosa significa camminare con Dio:
“Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori, né si siede sul banco degli schernitori, ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno e su quella legge medita giorno e notte.”
Camminare con Dio significa, non camminare con chi ci può allontanare da Dio, Quando camminiamo con una persona siamo influenzati nel nostro comportamento. Se cammino con la mia fidanzata, il mio linguaggio sarà appropriato, perché voglio piacerle. Così un bambino che cammina col nonno, non dirà bugie, né entrerà in conflitto con altri bambini, perché il nonno lo guarda. Allo stesso modo, se noi sentiamo la presenza di Dio accanto a noi saremo pronti a vivere in modo santo. Quindi non perdiamo il nostro tempo con personaggi equivoci, ma dedichiamo piuttosto alla lettura della Parola di Dio, che è la base per fare crescere la nostra fede.
Quando si cammina assieme si cammina nella stessa direzione e allo stesso ritmo. Questo ha il vantaggio che sarà più difficile sbagliare strada. Certamente non ci distraiamo. Immaginate camminare con un amico che, mentre stiamo parlando con lui, guarda in continuazione il cellulare. Quante volte nel nostro camminare con Dio ci distraiamo dando attenzione a cose futili.
Quando si cammina in montagna qualche volta si inciampa e si cade. Ma se si è in due è più facile alzarsi, anche perché ci si può aiutare. Nella nostra vita spirituale può succedere di cadere, ma la presenza di Dio vicino a noi ci fa immediatamente capire e riconoscere il nostro errore. Ci si rialza e non ci si arrende. In questo senso è veramente un privilegio avere dei fratelli in fede con cui camminiamo insieme. Se siamo soli siamo indifesi di fronte ad ogni imprevisto della vita.
Camminare con Dio significa averlo nel cuore, come presenza reale. Non si tratta di parlare o legger di Lui, ma di sentire la Sua presenza vicino a noi. Questo tipo di comunione si raggiunge camminando con lui “costantemente”. Enoc ha camminato con Dio per 300 anni. Non uno o due curve. Non solo la domenica, non solo in pochi momenti speciali quando ho bisogno di Lui. In questo modo la nostra vita spirituale fa continui progressi. Viviamo in maniera santa, felice e sicura, perché Lui è vicino a noi.
Ecco come il salmo 23 esprime questa pace interiore:
“Quand’anche camminassi nella valle della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei con me”
Abbiamo letto che Enoc aveva figli e figlie. Era un uomo di responsabilità nel popolo, eppure lui camminava con Dio ed era una vera testimonianza. Anche i tempi non erano favorevoli e camminare con Dio richiedeva molto coraggio. In Genesi 6,5-6 è scritto che “La malvagità era grande sulla terra”.
Leggiamo ora nella lettera di Giuda dove il testo ci fa capire che allora come adesso il mondo era pieno di cattiveria, di ingiustizia, di interessi, Ma nonostante questo Enoc perseverava.
Giuda da 14 a 16
Anche per costoro profetizzò Enoc, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi in mezzo a loro di tutte le loro opere di empietà che hanno empiamente commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui. Sono dei mormoratori, degli scontenti; camminano secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce cose incredibilmente gonfie, e circondano d’ammirazione le persone per interesse.
Giuda ci insegna quale è l’alternativa a “Camminare con Dio”, essa è “Camminare secondo le passioni”. Quando non camminiamo con Dio, le passioni prendono il sopravvento su noi e la nostra non sarà una vita vittoriosa.
Voglio farvi una domanda. Come stiamo camminando? Passo a passo con Dio?
Voglio leggervi la testimonianza di una sorella. Fu lei che tanti anni fa mi portò a conoscere il Signore con la sua testimonianza. Proprio in questi giorni sta passando un momento difficile e così scrive:
“Il 5 agosto ho subito la mastectomia … occorrerà aggiungere radio e chemioterapia… Domani mattina, sarò ricoverata in Chirurgia Toracica per togliere un pezzo di polmone , sarà il 26 agosto….Questo è un grosso cancro… l’intervento è rischioso… Ciò che conta soprattutto è che nell’animo non manco di forze. Salgo per la decima volta sul tavolo operatorio in anestesia generale e per il settimo cancro… Tutte le volte che sono sul tavolo operatorio, poco prima che l’anestesista mi metta la maschera sul volto e mi inviti a respirare, io apro la mano libera e prego nella mia mente:” Signore Gesù, tienimi per mano”, poi la richiudo leggermente e subito dopo mi addormento. Vi saluto così. Io sto forte. State forti anche voi.”
Impariamo da questa sorella e dalla sua fede, impariamo da Enoc, impariamo da Noè a camminare con Dio, in modo che potremo fare nostro l’augurio che Mosè fece a Giosuè.
Leggiamo dal libro del Deuteronomio, capitolo 31, versetto 8:
Il SIGNORE cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non perderti di animo


Comments are closed