Natale è tutti i giorni

Vi siete mai chiesti come mai il Natale è una festa celebrata da tutte le persone, sia credenti che non credenti? Se ci fate caso, non esiste un solo Natale, ma ci sono più Natali contemporaneamente. C’è il Natale delle famiglie, fatto di dolci, pranzi e tanti regali.
Poi c’è il Natale dei commercianti, fatto di mercatini e di spese pazze. E’ questo un Natale piuttosto pagano dove si esalta il Dio denaro, più un Dio Salvatore.
Un altro tipo di Natale, è quello religioso, fatto di tradizioni e cerimonie. Questo tipo di Natale scompare completamente quando si spengono le luci.
C’è poi anche il Natale della solidarietà, dove ci si sente buoni per qualche giorno.
Infine c’è il Natale di chi ha una fede vera.
Tutto dipende da quale è la nostra reazione all’incontro con Gesù. Voglio esaminare le varie reazioni, analizzando il Natale raccontato nel testo dei Vangeli (Matteo e Luca) che ci narrano di alcune persone che hanno avuto a che fare con questo bambino nato a Betlemme.

Erode. Lui era il re di Israele, e quando i magi andarono da lui a chiedergli dove fosse nato il re di Israele, cominciò a preoccuparsi. Il re in Israele era solo lui e per lui questa notizia era una minaccia. Così fece di tutto per eliminare Gesù. E, non riuscendoci, decise di uccidere tutti i bimbi nati in quel periodo (Strage degli innocenti).
Anche noi spesso siamo come Erode. Non vogliamo che nessuno regni nella nostra vita. Per questo motivo Dio non ci interessa, perché può chiedermi di cambiare. Ed allora sono ostile a questo evento e cerco di camuffarlo.

I Religiosi. Quando Erode ebbe la notizia, chiese spiegazioni ai sacerdoti del tempo. Questi erano perfettamente informati e gli riferirono che c’era una profezia nel Vecchio Testamento (Libro di Michea) che diceva che il Messia sarebbe nato a Betlemme. Tuttavia essi non si preoccuparono di saperne di più, né andarono a Betlemme a verificare cosa stesse succedendo. Lo ignorarono. Anche noi spesso siamo solo molto religiosi. Quelli che vanno in chiesa solo a Natale e a Pasqua, a cui Gesù interessa veramente poco e lo trascurano completamente, limitandosi alle cerimonie e alle tradizioni.

I magi. Questi uomini vennero dall’Oriente, seguendo una stella, alla ricerca di questo re. L’incontro con Gesù porta ad una grande scoperta quando lo cerchiamo con sincerità. Il testo ci dice che questi uomini ebbero una grandissima gioia quando lo incontrarono.
Essi immediatamente lo adorarono. Quando incontriamo Gesù nella nostra vita, questa si trasforma in una vita di adorazione, alla costante presenza del nostro Dio.
Immediatamente i Magi donarono quello che avevano di più prezioso. Anche noi se incontriamo Gesù sentiamo il bisogno di donargli la nostra vita, chiedendogli di regnare Lui dentro di noi.

I pastori. Loro assistono ad uno spettacolo straordinario, soprannaturale. Anche la loro vita viene cambiata da questo incontro. Passano infatti da una iniziale paura, ad essere dei testimoni nel mondo di quello che avevano visto e sentito. Accettare Gesù nella propria vita, ci trasforma in testimoni di quello che Lui ha fatto e ha detto

Insomma, le persone che hanno incontrato Gesù si dividono in due categorie:
gli increduli (ostili o indifferenti), e quelli che hanno fede (adoratori e testimoni).

Purtroppo oggi il mondo occidentale è piuttosto ostile, incredulo, o, al massimo, religioso. Ma per chi ha fede in Gesù è importante lo scopo della venuta di Gesù. Quando l’angelo annuncia a Giuseppe la nascita di Gesù, dice di lui: “…è lui che salverà il popolo dai loro peccati.”
Gli angeli annunciano che “… oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.”  Quindi lo scopo della venuta di Gesù è quello di salvare gli uomini dal problema che li affligge e che impedisce loro di avere un rapporto con Dio:” il peccato”. Oggi la parola “Peccato” è poco di moda. Leggiamo però cosa dice Paolo: “Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo, che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” (Romani 5,8)

Gesù risolve il problema del peccato del mondo, morendo sulla croce. Quindi quando gioiamo della mangiatoia con il bambino Gesù, la sua nascita ci da una gioia che è legata strettamente a quello che Lui ha fatto per noi sulla croce. Quel bimbo è cresciuto e, morendo in croce, e poi risuscitando, ci ha aperto la strada verso il cielo.
Questo è ciò che dà ai nostri cuori abbondanti motivi di festa. Questo è per noi il Natale.
È l’amore di Dio che, attraverso l’opera di Gesù, promette a tutti quelli che credono in Lui la vita eterna.

Scrive l’apostolo Paolo: “Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”. (Romani 6,22-23)

Ricordiamoci che il vero dono ce lo ha fatto Dio donandoci la vita eterna, e che anche noi possiamo fare un grande dono ai nostri amici e conoscenti, parlando a loro di questo messaggio straordinario di una speranza eterna.

E tu, caro amico, che in questi giorni forse sei più attento a questo racconto della nascita di Gesù, ricorda che devi fare una scelta.
Chiediti se la tua vita va bene, se il tuo rapporto con Dio è buono, o se al contrario vivi in modo infelice, dove la tua vita ha poco senso. Dio bussa al tuo cuore e tu puoi accettarlo e chiedergli di entrare a regnare Lui nella tua vita.

Io lo ho fatto tanto tempo fa. Ti posso assicurare che per me da quel giorno il Natale non è più il 25 dicembre, ma ogni giorno dell’anno, perché ogni giorno della mia vita quando al mattino mi sveglio, ringrazio Dio per aver mandato Suo figlio e per aver cambiato la mia vita attraverso di Lui. Se vuoi puoi cambiare anche tu.

Amen

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