LA PREGHIERA NEL NOME DI GESÙ

Giovanni 14:13-14
e quello che chiederete nel mio nome, lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò.

Giovanni 16:23-24
In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.

Pregare nel Nome di Gesù: Cosa vuol dire davvero?

La frase “Nel nome di Gesù, Amen” è usata spesso alla fine delle nostre preghiere. Ma c’è un rischio: può diventare solo un automatismo, una formula che diciamo senza pensarci, che perde il suo vero significato.

Dobbiamo anche fare attenzione che questa frase non diventi una specie di “formula magica” che ci fa credere che Dio debba per forza agire.

Atti 19:13 – 16
Or alcuni esorcisti itineranti giudei tentarono anch’essi di invocare il nome del Signore Gesù su quelli che avevano degli spiriti maligni, dicendo: «Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annuncia». Quelli che facevano questo erano sette figli di un certo Sceva, giudeo, capo sacerdote. Ma lo spirito maligno rispose loro: «Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?» E luomo che aveva lo spirito maligno si scagliò su tutti loro; e li trattò in modo tale che fuggirono da quella casa, nudi e feriti.

Gli esorcisti avevano usato il Nome di Gesù ma non erano in Cristo e quindi non avevano il diritto, l’autorità e il potere di comandare gli spiriti e subirono le conseguenze di questa loro arroganza.

Ci sono tanti altri esempi invece nei quali le preghiere hanno funzionato potentemente senza che venisse menzionata questa “formula”:

Atti 9,40 (A Ioppe morì una discepola, di nome Tabita – Pietro)
Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati»

Atti 14,10 (Zoppo di Listra – Paolo)
disse ad alta voce: «Àlzati in piedi». Ed egli saltò su e si mise a camminare. 

Il Nome di Gesù non basta dirlo, bisogna viverlo.

La vera domanda per ogni cristiano è: stiamo davvero chiedendo l’aiuto e l’autorità di Gesù quando preghiamo?  O in realtà stiamo solo pregando per noi stessi e per i nostri interessi?

Pregare nel nome di Gesù è probabilmente il segreto più importante di tutta la preghiera.

Questo segreto è racchiuso nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, la bellissima preghiera di Gesù al Padre per i Suoi discepoli (presenti e futuri). La lettura di questo capitolo ci fa capire l’amore e il desiderio di Gesù di intercedere per noi presso il Padre.

Leggiamo solo qualche versetto da questa preghiera:

Giovanni 17:11
Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi.

Giovanni 17:19-23
Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità. Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anchessi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nellunità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me.

Pregare nel Suo Nome vuol dire rispondere al desiderio di Gesù Cristo affidandosi alla Sua Autorità, al Suo Merito e alla Sua Volontà, consapevoli che tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la salvezza e per la vita cristiana si trovano pienamente in Lui.

Guardiamo queste caratteristiche più nel dettaglio

Autorità

Il nome Yeshua (Gesù) significa letteralmente “Dio salva“.

Quando usiamo questo Nome, non stiamo solo dicendo una parola. Stiamo chiedendo l’aiuto e l’autorità di Dio stesso.

Atti 4:12:  In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati

Il Nome di Gesù racchiude:

  • la Sua Persona (Chi è Lui);
  •  il Suo carattere (Come è Lui);
  • Il Suo potere di comandare su tutto (la Sua sovranità).

Pregare nel Suo Nome significa chiedere aiuto a Dio Onnipotente e Sovrano, riconoscendo che solo in Lui possiamo essere salvati.

Filippesi 2:8
trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,

Merito

Nessuno merita alcuna cosa da Dio e nulla di impuro può avvicinarsi al Dio Santo. 

1 Corinzi 1,30
“Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione;”

Paolo afferma che la nostra posizione in Cristo è interamente dovuta a Dio (“grazie a lui voi siete in Cristo Gesù”).

Gesù è stato fatto per noi  “Giustizia”,
in contrasto con l’incapacità umana di rendersi giusti:

  • Gli esseri umani non possono raggiungere la giustizia necessaria per stare davanti a Dio con le proprie opere.
  • Cristo ha preso su di sé il nostro peccato e ci ha donato la Sua perfetta giustizia.

Siamo considerati giusti davanti a Dio solo attraverso la fede in Lui.

La libertà di pregare esiste solo grazie alla mediazione di Cristo. 

Il credente non ha bisogno di sacerdoti, perché Cristo è il Sommo Sacerdote. 

Giovanni 16:26
In quel giorno chiederete nel mio nome; e NON vi dico che io pregherò il Padre per voi, poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. 

Con la preghiera nel Nome di Gesù siamo autorizzati da Lui a comunicare direttamente con il Padre grazie ai Suoi meriti.

La Sottomissione alla Volontà del Padre

Uso anche questa volta un esempio negativo per far capire di cosa si tratta.

Giacomo 4:3
domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.

Questo ci insegna che l’egoismo è il problema principale.

Quando le nostre richieste nascono dall’orgoglio o dal desiderio di avere qualcosa solo per noi stessi (e non per onorare Dio), quelle preghiere non funzioneranno.

Pregare nel Nome di Gesù è un atto di profonda umiltà che avvicina i nostri desideri alla volontà di Dio.

1 Giovanni 5,14-15
Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 

Giovanni 15:7
Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto

L’esempio migliore di preghiera vera ci viene dato da Gesù nel Getsemani:

  1. Lui disse onestamente il Suo desiderio (“allontana da me questo  calice“).
  2. Ma subito dopo, stabilì la regola eterna: chiese che fosse fatta solo la volontà del Padre.

Per noi credenti, questo significa che dobbiamo:

  1. Esporre sinceramente con semplicità a Dio ogni nostro desiderio, preoccupazione e sofferenza (Nozze di Cana Giov. 2:53b «Non hanno più vino»)
  2. Concludere sempre con un atto di fiducia e sottomissione totale alla saggezza perfetta di Dio, desiderando solo ciò che vuole (Giov. 2:5 Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà»):

Signore, fai di me ciò che vuoi. Sia fatta sempre la Tua volontà.

Vi ricordate la mia precedente predica? Anche la preghiera più debole e semplice verrà ascoltata se vogliamo aprirgli la porta. Cosa serve per far entrare Gesù nella nostra anima? Ci vogliono due cose:

–          Arrendersi ammettendo la propria impotenza «Non hanno più vino»

–          Avere Fede «Fate tutto quel che vi dirà»

La risposta di Dio può essere: , NO, oppure NON ADESSO.

La ragione per cui molte preghiere non ricevono una risposta non è perché Dio non ha la capacità, ma perché le nostre richieste non sono in linea con la Sua volontà o perché non è il momento giusto, Dio sa meglio di noi di che cosa abbiamo bisogno e quando ne abbiamo bisogno.

Gesù è il Mediatore ma anche il Filtro delle Nostre Preghiere

Gesù intercede (chiede per noi) solo per ciò che è in linea con il Suo carattere.

  • Se la preghiera è un atto di relazione basato sull’obbedienza e sulla sottomissione alla Sua volontà.

SI – La preghiera passa

  • Se i desideri non sono in linea con la Sua volontà,
  • Se la preghiera è motivata da orgoglio, egoismo, invidia, o mancanza d’amore

NO – La preghiera non passa attraverso la mediazione di Gesù, perché contraddice la Sua natura e il Suo scopo.

Gesù è Santo e, perciò, non presenta al Padre richieste che:

  1. Vanno contro il Suo carattere (ciò che è giusto e buono).
  2. Vanno contro lo scopo principale della salvezza, che è la nostra santificazione (diventare santi) e la glorificazione di Dio (onorare Dio).

Vediamo prima la richiesta di glorificazione per l’esaudimento:

Giovanni 14:13-14 
e quello che chiederete nel mio nome, lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò.

Leggendo questi versetti capiamo lo scopo di questa promessa sulla preghiera.

La promessa “lo farò”è vera, ma la risposta di Dio dipende dallo scopo: “affinché il Padre sia glorificato nel Figlio”.

Questo è molto importante. Ci dice subito che una preghiera efficace non può mai essere focalizzata sui nostri interessi materiali o personali (egocentrica). Deve avere come obiettivo l’onore e la gloria di Dio Padre. Non dobbiamo pregare per la nostra comodità, per avere una bella vita, ma piuttosto per essere santificati e resi migliori.

E ora vediamo la richiesta di santificazione:

Sempre Giovanni ci dà però un altro scopo, affinché la nostra gioia sia completa.

E cosa ci dà più gioia se non il miracolo più grande la nostra santificazione, per entrare e rimanere nella presenza del Padre?

La preghiera nel Nome di Gesù, quindi, non chiede con insistenza che il problema o la prova vengano tolti. Ma piuttosto, chiede la forza per superare la prova e per uscirne cambiati in meglio (per la gloria di Dio), anche se l’esperienza immediata è sofferenza.

Guardiamo di nuovo alla preghiera di Gesù nel Getsemani! Il Padre non ha fatto passare oltre il Calice ma ha fortificato Gesù con l’aiuto di un Angelo.

Nasce spontanea la domanda, come facciamo a capire se la nostra preghiera verrà ascoltata? Che passerà il filtro?

Penso che dobbiamo porci questo interrogativo:

  • se fossi Cristo, chiederei questo?
    • riflette le Sue preoccupazioni: la ricerca dell’amore, della pace e della pietà?
    • porta gloria a Dio?
    • ci trasforma e ci avvicina a Lui?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo conoscere Gesù e la Sua volontà, non solo leggendo la Sua Parola. Per pregare in linea con la volontà di Dio, l’apostolo Paolo esorta a una trasformazione interiore:

Romani 12:2
Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

Il risultato della preghiera (l’esaudimento) dipende dalla nostra capacità di discernere e allinearci alla volontà di Dio, che si ottiene solo attraverso il rinnovamento della mente e alla non conformità al mondo.

La Libertà di Pregare nel Nome di Gesù

Ci sono le difficoltà che ci impediscono di pregare bene:

  • se ci sentiamo indegni
  • se pensiamo di non conoscere bene la Parola e abbiamo paura di sbagliare
  • se sentiamo di avere una fede debole e molti dubbi
  • se non abbiamo abbastanza amore e compassione per gli altri; viviamo in conflitto con loro;

A causa di questi ostacoli, spesso la preghiera diventa una grande fatica e ci scoraggiamo. Sentiamo che non abbiamo speranza.

Per questo, è essenziale pregare nel Nome di Gesù riconoscendo onestamente cosa ci manca (la spiritualità, la fede, l’amore e la compassione necessari!)

  • Grazie al Nome di Gesù, possiamo andare davanti a Dio con tutti i nostri peccati e le nostre mancanze e chiedere ciò che ci serve.
  • È per l’amore di Gesù che possiamo ricevere ciò di cui abbiamo bisogno.

Che liberazione sapere che non dobbiamo fingere durante la preghiera!

  • Non dobbiamo “aggiustare” la nostra mancanza di fede facendola sembrare più grande, né fingere un amore che non sentiamo.
  • Dobbiamo solo essere sinceri e semplici con Dio.

Possiamo quindi andare a Dio e dire onestamente:
-“Non merito di pregare perché il mio cuore non è puro”

  • Non merito di ricevere ciò che chiedo.
    • Se penso a tutto ciò che ho nel mio cuore dovrei solo stare in silenzio davanti a te.
    • Ma ti prego: ascoltami non per me, ma per l’amore di Gesù.

La forza meravigliosa di questa preghiera sta nel fatto che abbiamo aperto la porta a Gesù. Lui è già alla porta e bussa; aspetta solo che noi gli chiediamo aiuto per darci tutto quello che ci serve.

Io (debole) – > Gesù (forza)

Piuttosto di concentrarci su noi stessi e sulla nostra debolezza, dobbiamo spostare l’attenzione su Gesù.  

Conclusione

Il Nome di Gesù non è una frase da recitare meccanicamente alla fine di una “lista della spesa” per il proprio piacere, ma una relazione da vivere che comporta anche una profonda responsabilità:

  • È una dichiarazione di fede:
    • credo nella Tua autorità,
    • mi affido interamente ai Tuoi meriti,
    • e accetto la Tua Volontà per la Tua gloria.

Pregare nel Suo Nome è una promessa che ha delle condizioni, dobbiamo imparare a dipendere dal Signore, dobbiamo dimorare in una comunione intima con Lui, avere una relazione quotidiana.

Cito Ole Hallesby,: “Se capiamo questo le ore di preghiera diventeranno veri momenti di riposo, in cui ci sdraieremo ai piedi di Gesù e Gli parleremo di tutto ciò che ci rende stanchi e ci scoraggia.

Chiudo con un’immagine lasciataci da Giovanni Knox, il riformatore scozzese del 1500 la cui vita fu segnata da una feroce persecuzione, che incluse l’imprigionamento come schiavo in una galea francese e un lungo esilio.
Non era un uomo che aveva vissuto una vita comoda, ma un credente provato che aveva costantemente dovuto resistere contro l’autorità terrena.
Quando arrivò alla fine dei suoi giorni il suo desiderio non era quello di pensare ai suoi trionfi, ma di ancorare la sua anima a una verità inattaccabile.
Sul letto di morte invoca la lettura del Vangelo di Giovanni, capitolo 17, e lo definisce come il luogo dove aveva gettato la sua “àncora”.
Per Knox, l’àncora era la certezza che il Figlio di Dio intercede e prega continuamente per noi.
Questa àncora regge saldamente non per la forza della nostra fede o dell’intensità della nostra preghiera, ma per l’incrollabile solidità del terreno a cui è agganciata: la Persona, l’Autorità e i Meriti di Gesù Cristo.   

La preghiera nel Nome di Gesù è l’atto con cui gettiamo la nostra àncora.

Amen

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